Misurare il ritorno di un progetto software è più difficile che applicare una formula. Alcuni benefici sono diretti, altri emergono come riduzione di tempi, errori, rischio o dipendenza operativa. La parte importante è definire prima quali risultati giustificano l’investimento.
Definire il costo reale
Il costo non è soltanto sviluppo iniziale. Vanno considerati progettazione, integrazioni, cloud, licenze, migrazione dati, formazione, manutenzione e costo interno delle persone coinvolte.
- Sviluppo e design
- Infrastruttura e servizi
- Integrazioni e migrazioni
- Formazione e change management
- Manutenzione ed evoluzione
Definire benefici misurabili
Riduzione del tempo per una procedura, minori errori, più ordini gestibili o meno ticket sono esempi di benefici traducibili in KPI. I benefici qualitativi vanno comunque esplicitati, anche quando non è sensato attribuire loro un valore monetario preciso.
Misurare nel tempo
Una stima pre-progetto serve a decidere. Una misurazione successiva serve a capire se le ipotesi erano corrette. Tenere insieme le due cose rende migliori anche le decisioni future.
Prima di chiedere “quanto costa?”, vale la pena chiedere “quale risultato deve produrre perché abbia senso farlo?”.
Vuoi applicarlo al tuo progetto?
Possiamo partire da una valutazione del contesto attuale e capire quali decisioni hanno priorità.
Approfondisci Fractional CTODomande frequenti
Esiste un ROI corretto per tutti i progetti?
No. Dipende da rischio, orizzonte temporale e obiettivi. Il confronto ha senso solo usando ipotesi e metriche trasparenti.
Come si trattano i benefici difficili da monetizzare?
Si possono mantenere come KPI separati, dichiarando chiaramente che non sono inclusi nel calcolo economico principale.